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"Maschio o femmina ;l'importante che sia sano, perchè nascere sani è un diritto di  ogni  bambino". Negli ultimi anni sono avvenuti molti progressi nel campo delle ricerche e degli studi sulle malformazioni e tanto è stato fatto per garantire ai nascituri questo diritto. Nel 1966 le tecnologie avanzate del giorno d'oggi erano ancora agli albori, ma operavano negli ambienti sanitari persone che non sempre erano all'altezza delle situazioni. Così , quando Marco venne al mondo , le complicazioni che subentrarono durante il parto non vennero prese in gran considerazione. La sua nascita fu aiutata dal famigerato >FORCIPE< (strumento che peraltro è stato messo al bando) che il ginecologo di allora che assisteva mamma Lina pensò bene di utilizzare. Non fu possibile, al momento, diagnosticare il danno che Marco aveva subito al cervello, ma alcuni mesi più tardi , dietro esasperate proteste della madre la quale si era accorta che qualcosa non andava , il piccolo veniva sottoposto ad esami e accertamenti . Il responso fu spietato: cerebropatia infantile bilaterale con lesioni motorie , intellettuali ed udito. La causa : trauma da parto.  Iniziò così il calvario di mamma Lina , tra ospedali e cliniche specializzate: alcuni "luminari" giunsero alla conclusione che Marco aveva bisogno di una grande rieducazione motoria . Furono interpellati dottori competenti , affinché preparassero un "programma" per la riabilitazione. Alcuni di loro consigliarono a mamma Lina il ritiro presso un Istituto. Intanto nacque Laura, la sorella, che crescendo comprese la situazione dalla sua famiglia e supportò alla grande il procedimento e il recupero di Marco. Marco terminò le scuole elementari , tra la solidarietà e l'affetto dei compagni , e seguito anche a casa da insegnanti a sostegno e dalla logopedista .  Nel frattempo anche altre due signore del paese , Carla Cerruto Basla e Angela Perino Morino , si prodigavano con mamma Lina 8 ore al giorno , per gli esercizi di Marco. Dopo tre anni di lavoro d'èquipe , Marco fu in grado di coordinare i movimenti motori ed a circa dieci anni imparò a camminare da solo. Finalmente conquistò la sua autonomia e con questa la sua parziale indipendenza ; grazie anche al fatto che la lesione nel cervello di Marco , a 14 anni si è cicatrizzata , permettendo un buon recupero.   Ora Marco ha 45 anni , è un ragazzone  robusto e sempre sorridente. Partecipa con entusiasmo alle attività che gli operatori del Centro Diurno Disabili dispongono per l'inserimento e l'integrazione di persone come Marco.  Frequenta ogni anno i corsi di piscina e di palestra che l'Associazione Handicappati  Valsessera da anni porta avanti, è presente a tutte le iniziative e alle manifestazioni .  Sa rendersi utile in tantissimi modi e sopratutto in casa è di grande aiuto. Ma se Marco oggi è così socievole e dinamico lo si deve alla grande tenacia , alla caparbietà ed ai grandi sacrifici di una donna che da sempre ha voluto e saputo lottare , perchè convinta che ne valesse la pena !!!!!  DONNA DA PRENDERE DA ESEMPIO COME UNA GRANDE LEZIONE DI VITA !!!!!!!!
                                                                Norma Vigna      
Casella di testo: La storia di Marco